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Dallo spontaneismo
all’organizzazione
Il
24 marzo 1955, l’Assemblea generale degli artigiani –che
già appartenevano al Comitato della Piccola Industria e
dell’Artigianato esistente in seno all’Associazione
Industriali- fonda, davanti al Notaio Alessandro Da
Borso, l’Unione Artigiani della Provincia di Belluno.

Alla
Presidenza viene eletto il sig. Giuseppe Scarzanella di
Belluno, mentre membri della Giunta Esecutiva risultano
i sigg.ri Cerentin Guido di Belluno, Cortina Giovanni
di Trichiana, Stien Ernesto di Feltre e Toffoli Ettore
di Calalzo.
Il
colonnello Giovanni Luchitta viene nominato Segretario
dell’Associazione.
La
prima sede dell’Unione Artigiani è a Belluno, nel
Palazzotto Reviviscar di via San Lucano, 15, dove
resterà fino al 1967.
Ma
fin dal 1955 vengono attivati recapiti a Pieve di
Cadore, in Piazza Tiziano, 32 e a Feltre, presso
l’Ufficio Turistico di Largo Castaldi. Nel giugno del
1955, diventa rappresentante del mandamento di Feltre il
Sig. Bosco Riccardo. Il mese successivo, il sig. Egidio
Zanella di Lozzo diventa il referente per gli uffici del
Cadore.
Con
il 1° gennaio 1956 l’Unione attiva il servizio di tenuta
dei libri paga e matricola per gli associati. I rapporti
di lavoro dipendente erano regolati dall’accordo
provinciale del 18 dicembre 1951, che si applicava a
tutte le aziende artigiane con esclusione dei barbieri,
dei parrucchieri, delle occhialerie e delle segherie.
Nel
1956 aumenta anche l’attività in tutta la Provincia e ai
recapiti di Pieve di Cadore e Feltre, si aggiungono
quelli di Agordo, presso il Sig. Conedera Alfredo, di
Auronzo, presso l’Albergo Miramonti, di Lozzo di Cadore,
presso il Sig. Zanella Egidio e di Santo Stefano di
Cadore, presso il Bar Piave. A Lozzo di Cadore viene
nominato Fiduciario il sig. Dino Borca, ad Auronzo il
Sig. Pietro Molin, ad Agordo il sig. Sito Gennaro e a
Ponte nelle Alpi il sig. Andrea Pison. Chiuso il periodo
delle Olimpiadi, un recapito periodico viene aperto
anche a Cortina d’Ampezzo.
Ma è
nel 1960 che l’Unione inizia a strutturare stabilmente
la propria assistenza in tutta la Provincia, a volte con
uffici aperti tutti i giorni, altre volte con recapiti
settimanali o mensili. Aperture complete sono previste
ad Agordo, presso la Sala Biblioteca di Palazzo de’
Manzoni, a Cortina, presso Villa Zirio in via Grohman, a
Feltre, in Piazza Isola e in via 31 ottobre presso
l’Associazione Feltrina, a Pieve di Cadore,
in
Piazza Municipio e a Santo Stefano, in via Udine. Un
recapito settimanale opera, invece, a Santa Giustian,
presso l’Albergo Muraro, mentre recapiti mensili sono
istituiti ad Auronzo, presso l’Albergo Miramonti e a
Candide di Comelico, presso l’Albergo Muraro.
Nel
luglio del 1961 si raggiunge un altro traguardo:
l’Ufficio di Agordo viene trasferito nella nuova sede di
Via Cesare Battisti n.7. Il Notiziario dell’Unione
segnala, in proposito, “la simpatica iniziativa degli
amici Artigiani Agordini che hanno voluto partecipare
personalmente alla sistemazione del locale, prestando la
propria opera gratuita in lavori di riatto e
sottoscrivendo un contributo volontario per fronteggiare
almeno in parte alle spese di impianto e gestione.”
Qualche settimana prima a Presidente del Mandamento di
Agordo era stato eletto Mario Tomè, meccanico di Agordo.
Dall’organizzazione
alla struttura
Nel
dicembre del 1967 gli uffici dell’Unione vengono
trasferiti al primo piano del Palazzo Alpago in via San
Lucano 36.
L’idea di fondare una Cooperativa Artigiana di Garanzia
viene lanciata per la prima volta nella riunione del
Consiglio Direttivo dell’Unione del 24 maggio 1969. La
costituzione avviene il 21.7.1972 , ma la Cooperativa
comincia ad operare concretamente solo nel 1973.
Diecimila lire è la quota minima di adesione. La sua
attività consiste nell’agevolare la concessione di
crediti bancari, garantendo, col proprio capitale, le
operazioni di prestito ai soci, i quali possono così
risolvere la loro necessità di denaro liquido per
l’esercizio dell’impresa, senza obbligarsi ad altri per
firme di avallo o altre garanzie. I primi mutui saranno
garantiti al 5,50%. Nel primo Consiglio di
Amministrazione figurano: Sommavilla Carlo, che viene
eletto anche alla Presidenza, D’Incà Ettore,
Vicepresidente, Zatta Aldo e De Menech Angelo.
Nei
decenni successivi saranno eletti alla guida della
Cooperativa: Angelo De Menech (1979-1982), Affro
Giovanni (1982-1991), Fulvio Caldart (1991-1992) e Edy
Bianchet (1992-2000).
Il
1973 è anche l’anno di nascita di Feinar. Un servizio di
assistenza contabile moderno, che si avvale di un
calcolatore elettronico 3 IBM a dischi: “un centro di
calcolo di completa affidabilità, opportunamente
attrezzato per compiere un lavoro agile e preciso”. I
primi servizi offerti da Feinar sono: contabilità per
l’adempimento degli obblighi previsti dalla legge
sull’IVA; contabilità generale; fatturazione;
elaborazioni statistiche e contabilità specifiche;
elaborazione paghe e prospetti per gli istituti
previdenziali; assistenza “in service”. Pochi gli
impiegati in questi primi anni: diventeranno
centocinquanta nel 2000, quando Feinar è ormai da tempo
diventata una delle maggiori società di servizi alle
imprese della Provincia.
Dalla struttura alle
strutture
Il 1
luglio 1978 l’Unione Artigiani costituisce il SIMLA -
Servizio Integrazione di Malattia ed Infortunio dei
Lavoratori dipendenti dalle Imprese Artigiane. Inizia ad
operare per i dipendenti delle ditte della
Metalmeccanica e del Legno.
Nello
stesso periodo viene anche costituito il CIEA: il
Consorzio tra gli imprenditori edili ha lo scopo di
coordinare gli acquisti dei materiali per l’edilizia.
Alla
fine del 1979 sono già cinque le Cooperative costituite
dall’Unione per la realizzazione delle aree artigianali.
I Comuni interessati sono quelli di Belluno, Feltre,
Lentiai, Pedavena e Pieve d’Alpago. Altre cooperative
sorgeranno, sempre sul finire degli anni Settanta, a
Santa Giustina, Arsiè, Sappada, Fonzaso, Sovramonte e
Alleghe.
Nel
1980 l’Unione dà vita al CO.PR.IN.AR., un Consorzio di
secondo grado che si occuperà dell’assistenza tecnica e
organizzativa dei numerosi consorzi e cooperative sorte
per la realizzazione delle aree attrezzate.
Nel
dicembre 1981 nasce il Centro Consorzi, un consorzio di
secondo grado che dovrà coordinare l’associazionismo e
la cooperazione nell’artigianato. Alla Presidenza si
succederanno, nell’arco dei ventiquattro anni di
attività, Santo Spinazzè, Renato Bogo, Federico Menardi,
Paolo Raineri e, infine, Antonio Manzotti. Soprattutto a
partire dagli anni Novanta, il Centro Consorzi si
dedicherà, con grandi risultati, alla formazione
professionale.
Il 24
marzo 1983, 25 imprese associate all’Unione
costituiscono la Società Cooperativa a r.l. Artigianfidi
Belluno. Lo scopo è di favorire l’accesso a fidi e
prestiti garantiti per importi fino a 50 milioni per
ciascuna impresa. Il fondo fideiussorio anziché essere
costituito dal capitale liquido, versato dai soci, è
rappresentato da garanzie reali fornite dalle imprese
associate attraverso una lettera di impegno nei
confronti degli istituti di credito. L’importo iniziale
della garanzia reale è di 1 milione di lire. Alla
Presidenza viene eletto Edy Bianchet, che resterà in
carica fino al 1992, sostituito da Luigi Lena, che
guiderà Artigianfidi Belluno fino al 2000.
Il 12
dicembre del 1984 viene costituito un altro consorzio
finanziario, Artigianfidi Belluno Due, dedicato ai
finanziamenti a breve. Alla Presidenza c’è Igino Tronto,
che guiderà ininterrottamente l’organismo fino al 1995,
ossia fino alla fusione dei due Consorzi Artigianfidi.
Lo
stesso anno l’Unione fonda l’ISFAI, Istituto per la
Formazione e l’Aggiornamento Imprenditoriale. All’ISFAI
viene affidato il compito di organizzare iniziative di
formazione per le piccole e medie imprese,
l’aggiornamento professionale degli imprenditori e delle
loro maestranze.
Dalle strutture al
sistema
Nel
1986, l’Unione Artigiani crea il Centro Servizi
Occhialeria per la promozione e la commercializzazione
dell’occhiale e Tecno-Occhialeria che si occuperà di
diffusione tecnologica e qualità nelle pmi e
nell’artigianato.
Ha,
invece, sede a Paludi di Pieve d’Alpago il nuovo
Consorzio Centro Innovazione che l’Unione Artigiani crea
nel 1989. Dieci le aziende aderenti, tutte animate dalla
volontà di diffondere l’innovazione tecnologica tra le
imprese meccaniche. Per la prima volta si sente parlare
di “certificazione dei prodotti e dei processi”.
Lunedì 15 novembre 1993 l’Unione abbandona la storica
sede di via San Lucano e si trasferisce in Piazzale
della Resistenza, dove già si trovano gli uffici del
Centro Consorzi e dove è disponibile un ampio
parcheggio.
A
metà degli anni Novanta, la volontà e l’esigenza di
“fare sistema” si fa pressante. Due, in particolare, le
iniziative promosse e sostenute dall’Associazione. Il 10
aprile 1995 viene costituito il Business Innovation
Center –BIC Dolomiti, che diventa operativo nei primi
mesi del 1996, con la nomina di Fulvio Caldart,
Presidente dell’Unione Artigiani, a Presidente del
Consiglio di Amministrazione. La seconda iniziativa è di
natura più squisitamente “politica”: a metà del 1995,
Unione Artigiani, Appia, Ascom e Coldiretti
costituiscono il tavolo di concertazione della p.m.i.
bellunese. Il tavolo nasce per raccogliere le idee,
riunire le forze e risultare propositivi nei momenti
decisionali della politica locale e regionale.
L’esigenza è di far sentire tutto il peso di tre
comparti che raggruppano 13.000 delle 15.000 aziende
bellunesi.
Ma
“fare sistema” significa anche arricchire la cultura
associativa con il confronto e il dibattito. Un
documento articolato viene presentato dall’Unione alla
Prima Conferenza Nazionale sulla Montagna che si svolge
a Belluno il 3 ottobre1995. Il documento viene acquisito
come contributo di una categoria che merita di essere
adeguatamente considerata nelle politiche di sviluppo
per le aree montane.
Dal sistema al “sistema
a rete”
Il 27
gennaio 1996, l’Assemblea dei Delegati approva il nuovo
Statuto dell’Unione. In pratica vengono riscritte
totalmente le norme statutarie e regolamentari che
disciplinano la vita dell’Associazione. Nuovo assetto
viene dato agli organi e alle rappresentanze
territoriali e di categoria, mentre per Presidente e
Direttore scatta il divieto di ricoprire cariche
politiche.
Nel
1996, l’Associazione apre - per prima in provincia - uno
sportello per il lavoro interinale, che è in grado di
fornire informazioni e assistenza per la ricerca e
l’inserimento in azienda di lavoratori “in affitto”.
Nel
marzo dello stesso anno, presso la sede provinciale
viene aperto lo sportello Ebav: assiste le aziende nelle
pratiche per la fruizione dei servizi e dei contributi
erogati dall’Ente Bilaterale dell’Artigianato Veneto.
In estate, viene attivato anche
un servizio di consulenza e assistenza assicurativa
interno all’Associazione. Immediato l’interesse delle
aziende, che oltre a stipulare polizze e contratti, si
rivolgeranno all’Associazione anche per la consulenza
gratuita sui contenuti dei rapporti assicurativi e per
rivendicare rimborsi e prestazioni.
Sempre nel 1996, arriva il primo indirizzo di posta
elettronica dell’Unione Artigiani: unart@sunrise.it. Vi
è collegato un servizio per la nuova imprenditorialità:
“Fare Impresa” si rivolgerà soprattutto ai giovani che
avviano una nuova attività, offrendo informazioni e
garantendo assistenza. Una convenzione con Cariverona
assicurerà ai giovani imprenditori un finanziamento a
tasso particolarmente agevolato per l’avvio
dell’attività. L’anno dopo anche il Comune di Belluno
attiverà un fondo giovani per sostenere le fasi
immediatamente connesse alla decisione di avviare
un’attività imprenditoriale.
Prosegue, nel frattempo, anche l’opera di
razionalizzazione delle strutture del sistema
associativo. Le assemblee straordinarie dei Consorzi
Artigianfidi Belluno e Artigianfidi Belluno Due decidono
la fusione in un’unica struttura, consentendo maggiore
elasticità e rapidità nell’espletamento delle pratiche,
economie nei costi complessivi di gestione e
rafforzamento della compagine sociale.
L’Osservatorio congiunturale è lo strumento che l’Unione
mette in campo nel 1997 per conoscere in tempo reale le
variabili che intervengono sul governo dell’artigianato
e che sarà di estrema utilità per la definizione degli
interventi. L’Osservatorio fornirà dati relativi agli
occupati, al credito e alla gestione delle imprese.
A
dimostrazione del “peso” raggiunto dall’artigianato
nell’economia provinciale, ben due dei sei componenti
della Giunta della Camera di Commercio che si insedia
nel 1997 sono “artigiani”. Siederanno nel massimo organo
amministrativo della Camera Giampietro Guadagnini e
Walter Capraro. Del Consiglio Camerale, invece, farà
parte anche Igino Genova.
Ottiene immediato consenso anche il nuovo servizio CAAF
di assistenza per la stesura della dichiarazione dei
redditi del lavoratori dipendenti e dei pensionati, che
l’Unione attiva nella primavera del 1998.
L’8 aprile 1999, viene ufficialmente inaugurata la nuova
sede della Cooperativa Artigiana e di Artigianfidi in
via Giorgetti, a pochi metri dalla sede
dell’Associazione. Nello stesso anno, Finimpresa
inaugura la pubblicazione semestrale del tassi e delle
condizioni accessorie di tutte le banche convenzionate.
In una tabella riepilogativa, pubblicata nel Notiziario
dell’Unione,
sono
messe a confronto le condizioni che gli istituti di
credito riservano alle imprese artigiane: è uno
strumento unico nel suo genere, che consente ad ogni
azienda di scegliere con oculatezza il proprio partner
bancario.
La
tutela della salute sui luoghi di lavoro è un obiettivo
primario ormai da molti anni per l’Unione. Nell’estate
del 1999 un nuovo servizio si aggiunge a quelli già
erogati dal CATA: grazie ad una convenzione con un
medico del lavoro, presso la sede dell’Unione viene
allestito il servizio per i controlli sanitari. Avrà
successo: soprattutto nei confronti delle micro e
piccole aziende, che saranno stimolate a rispettare i
calendari delle visite periodiche, apprezzando anche l’economicità
delle tariffe.
Il 27
ottobre del 2000, i Presidenti di categoria dell’Unione
danno il via libera al progetto di riorganizzazione
delle categorie. Le categorie diventano espressione dei
mestieri e da 32 passano a 15. Nei direttivi entrano i
coordinatori dei mestieri, che avranno, quindi, tutti
voce all’interno dell’Associazione. I 15 Presidenti di
categoria compongono la Consulta permanente delle
categorie, alla quale spetterà presentare il programma
promozionale annuale delle categorie, esprimere pareri e
giudizi sull’impatto delle normative fiscali, tributarie
e del lavoro. Si tratta di un evento importante per la
vita associativa: più partecipazione e migliore
efficienza.
Nel 2001, nasce la banca delle aziende certificate,
ossia una banca dati che raccoglie le aziende che hanno
scelto di percorrere la via della certificazione,
rispettando i parametri standard della qualità.
L’avvicinamento alla certificazione è un obiettivo che
l’Unione persegue da tempo: nei primi tre anni del
Duemila verranno convogliati sulle aziende ben 1.800
milioni di lire di contributi, che produrranno 3,6
miliardi di investimenti. Nel 45% dei casi si tratta di
imprese con meno di 10 addetti.

Dal 1
gennaio 2002, in milletrecento metri quadri, interamente
cablati, è ospitata la nuova sede dell’Associazione al
civico n. 8 di Piazzale della Resistenza a Belluno. Vi
trovano posto anche gli uffici di Dimensione Impresa,
del Centro Consorzi, del Cata e di Finimpresa, nonché i
servizi di contabilità semplificata e di accettazione
paghe gestiti da Feinar. Un momento storico per
l’Unione: un investimento che migliora l’efficienza dei
servizi per le imprese associate. All’inaugurazione,
insieme a tante autorità locali e regionali, è presente
anche Andrea Bonetti, Presidente dell’Ueapme-l’Unione
Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie
Imprese.
Da
martedì 26 febbraio 2002 anche le sedi di Feltre
dell’Unione e di Feinar vengono trasferite nei
nuovissimi uffici di via Ponte Uniera. Una sede
modernissima, attrezzata con tecnologie d’avanguardia.
All’inaugurazione interverrà il viceministro per
l’Economia e le Finanze, Mario Baldassarri. Potenziato
anche il servizio in materia di credito e finanza.
Nel
2002, Feinar, sotto la guida di Eugenia Sorarù, diventa
una delle prime organizzazioni in Italia a essere
certificata dall’Ente CSQ secondo le nuove norme ISO
9001-vision 2000 per l’erogazione di servizi.
Nel
2003, apre presso gli uffici di Belluno lo sportello “E-Labor”,
che intende promuovere l’incontro tra domanda e offerta
di lavoro. Raccoglierà inserzioni e ricercherà
opportunità lavorative e offerte di lavoro in
collegamento telematico con i Centri per l’Impiego
dell’Amministrazione Provinciale.
Lo
stesso anno, prende il via anche il Progetto
“Acquisizione Competenze” per la definizione delle
politiche del lavoro e dei percorsi formativi: è uno dei
due progetti pilota avviati nella Regione Veneto. Il
progetto analizzerà più di duecento aziende di tutti i
settori. Durerà due anni e nel 2005 i risultati saranno
presentati alla Regione Veneto e a Italia Lavoro.
Nel 2004, l’impegno dell’Unione viene premiato
direttamente dalle aziende. E’ in assoluto il primo
sondaggio sul livello di soddisfazione degli associati e
i risultati sono ampiamente positivi: apprezzamento
viene espresso sia per la qualità dei servizi, sia per
la disponibilità e competenza del personale. “E’ un
risultato che impegna tutti noi a proseguire il cammino
con rinnovato impegno e dedizione”, commenta il
Presidente Luigi Curto, che, in un clima di grande
serenità e compattezza, l’Assemblea dei Delegati
confermerà alla Presidenza dell’Unione per altri quattro
anni.
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